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Seconda puntata

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    1970: appena uscito dal carcere, Walter ritrova Alida e incontra Simone, il figlio appena nato. È carico, vuole subito ricominciare da dove è stato forzatamente interrotto. Ma i suoi piani sono subito smentiti: la Rai non intende più ospitare una sua trasmissione, e anche Garinei & Giovannini hanno deciso di abbandonarlo.
    Relegato ai margini, Walter è ossessionato dal processo.
    Walter prende la parola anche in tribunale: denuncia le accuse infondate nei suoi confronti, e le indagini insabbiate sulle stragi e i colpi di Stato che insanguinano l’Italia. Alla fine si salva: pur condannato, la pena gli è condonata. Il problema è che Alida lo lascia: prende il bambino e va via.
    Walter si ricicla in locali e discoteche di second’ordine: grazie al manager Bruno Guidazzi, suo ex insegnante di tennis, fa serate da one man show. Ma tutto ciò che guadagna va subito via: alimenti per Alida, i pagamenti arretrati del processo, e la sua solita vita sfrenata, in cui la generosità verso i bisognosi fa la sua parte. Così affannato, ricomincia a tirare di coca senza limitazioni.
    Finché non ritrova il figlio Simone, che rivede finalmente quando ha 8 anni: con lui trascorre una lunga vacanza, riuscendo a tirar fuori dal bambino timido, che si nasconde dietro il piglio della madre, la gioia giocosa dei piccoli. Walter gli racconta la storia di un film che ha girato (Il giovedì) che assomiglia al loro rapporto: all’inizio difficile, si traduce alla fine in una totale complicità che fa sì che Simone voglia rimanere con lui. È diventato suo amico.
    La vita lavorativa di Walter è in declino: rifiuta l’offerta di una televisione milanese, e attraverso il gangster Epaminonda ricade pesantemente nella cocaina. Per salvarlo, Bruno deve chiedere aiuto a Valeria, che però non riesce ad aiutare l’amico, ormai vittima del suo vizio. Ma dopo la minaccia di uno scagnozzo del gangster e l’ennesimo ritardo di Walter, anche Bruno lo abbandona: ha una famiglia da mantenere, non ce la fa a seguirlo ancora.
    Walter cerca di riallacciare i rapporti con Simone, che ora vive a Roma, e per sopravvivere si arrangia conducendo un programma su una rete locale di proprietà del vulcanico Renzo VIlla; ma la sua dipendenza è così totale che oltre ai ritardi dà problemi sul posto di lavoro. Villa lo licenzia.
    Fisicamente stanco e appesantito, Walter ha un infarto. Simone lo va a trovare durante la riabilitazione e gli propone la sceneggiatura di un film. È il suo canto del cigno: Walter dà un’interpretazione commovente, che a Venezia significa arrivare a un passo dalla Coppa Volpi. All’ultimo momento però, il premio è dato a Carlo Delle Piane.

    Ormai solo, dopo aver incontrato il figlio Simone preoccupato per lui, Walter torna nel suo modesto alloggio a Milano e muore davanti alla televisione che propone repliche di suoi numeri

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